Paul McCartney

Paul McCartney si racconta: gli aneddoti dei Beatles svelati ad Apple Music

“Facevo parecchio l’autostop. Perché a quei tempi si poteva. E non c’era alcun tipo di pericolo. E penso che debba essere stata una mia proposta a George e poi più tardi a John quella di andare a fare l’autostop, perché non riesco a immaginare nessuno dei due che mi dice ‘Dovremmo farlo..’. Suona proprio come una delle mie idee stupide. Così io e George abbiamo fatto un paio di bei viaggi. Questo qui era diretto in Galles… Così io e George, quando siamo andati in Galles in quel modo, avevamo le nostre chitarre e, dato che veniamo da Liverpool, eravamo tipo dei tipi da grande città. Sai, arrivare in Galles con la tua chitarra. E abbiamo suonato un po’ nel pub. E pensavo che fosse davvero fantastico per il gruppo perché in un viaggio in autostop ti conoscevi davvero a fondo, sai? Il modo in cui lo facevamo era che non sapevamo mai dove avremmo pernottato, è un po’ una costante della mia vita. Faccio così e basta. Vado e basta. Ehi, troveremo un posto. E così, verso le cinque di ogni sera, ci dicevamo che era meglio trovare un posto, sai. Andavamo in giro a cercare dei bed and breakfast”.

Paul McCartney, in racconto esclusivo ad Apple Music, ha ripercorso senza freni di sorta alcuni memorabili episodi della sua vita indissolubilmente legata ai leggendari The Beatles.

“Ricordo che una volta, nei primi tempi dei Beatles, venivamo riconosciuti quasi ovunque, ma io e Ringo andammo in vacanza in Grecia con le nostre fidanzate e nessuno ci conosceva. Quindi era tipo ‘È fantastico. Wow. Dobbiamo tornare qui più spesso, sai, anche quando diventeremo davvero famosi. Potremo sempre venire in Grecia e non ci riconosceranno mai’. Ma ovviamente non ha funzionato. Ma una volta che non ha funzionato e una volta capito che, oh, sarò famoso, sai, per tutta la vita, se sono fortunato. Ho pensato, okay, è il momento di prendere una grande decisione. Ora o ti fermi e pensi che sia stato bello, un gran bel periodo con la musica, e fai qualcos’altro di più anonimo. Oppure continui. Quindi, se continui, è meglio che ti trovi delle strategie. Ormai hai firmato. Sono stato molto fortunato con la mia famiglia di Liverpool. Sono quel tipo di persone che mettono gli altri a proprio agio. Quindi l’ho imparato un po’ semplicemente facendo parte di quella famiglia. La cosa di oggi però, ovviamente, sono le fotografie. Incontro qualcuno e dico: ‘Oh, so già cosa stanno per prendere’. Hanno la fotocamera ed sta per saltare fuori. Ma adesso ho una mia tattica e dico: ‘Mi dispiace, non faccio foto. Spero che capiate, ma sto passando una serata privata’ o qualunque cosa sia, sono con mia moglie o sono con i miei figli. E ti stupiresti di come la gente capisca. Quindi dico, però facciamo due chiacchiere. E sai, Nancy [Shevell] mi dice: ‘Ci perdi più tempo. Avresti potuto semplicemente fare la foto'”. L’artista ha poi continuato: “E lo capisco, perché se vedo qualcuno di famoso voglio fare una foto, voglio un ricordo. Ma la mia battuta è, dico loro: ‘Sapete, giù a Saint Tropez, c’è un tizio sul lungomare del porto che ha una scimmia. E puoi farti fotografare con la scimmia’. E ho detto che nel momento in cui inizio a farlo, tu tiri fuori la fotocamera e io mi sento come quella scimmia. Perché non sono più me stesso. Sono la scimmia, e dico che per me è piuttosto importante essere solo me stesso, non il tizio che si mette in posa”.

Paul si è poi concentrato a descrivere il suo odierno approccio alla musica e alla creatività:

“Il problema è che oggi con i telefoni… una volta dovevi sempre finire una cosa perché non avevi un posto dove metterla. Sai? Ce l’avevi in testa, quindi dovevi finirla, e così facevi. Ora, devo avere più di un paio di migliaia di bozze sul mio telefono perché le registro e penso okay, ci tornerò sopra. L’ho salvata, va bene così. A causa del lusso di un telefono, se non hai molto tempo ma hai un’idea, la registri. Voglio dire, va bene. Sai, ci sono alcune canzoni in quella lista di bozze che finirò, di cui so ‘Oh, questa è buona’, quindi la finirò. E ce ne sono alcune che penso ‘È una melodia per pianoforte’. Se mai mi chiedessero di fare la colonna sonora di un film, quello potrà essere il tema. Mi piace semplicemente registrarle, non si sa mai. Sono sempre nello stesso posto, sai? Diretto verso il futuro. Ascolto sempre musica. Al momento, dato che sto facendo uscire questo album, non ho una voglia disperata di scrivere. Ma so che una volta uscito l’album vedrò una chitarra… Scriverò cose, ma non sento la pressione di dover fare un altro album. Questo qui basterà per un po’”.